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MALESSERI INVERNALI

 

Con l'arrivo dell'inverno, ecco tornare le sindromi da raffreddamento. Gli esperti chiamano così le malattie che insorgono quando il clima comincia a farsi più rigido. Raffreddore, bronchite, faringite, laringite, mal di gola e influenza ci attaccano quando il freddo intenso, l'umidità, gli sbalzi di temperatura e lo smog inibiscono il sistema immunitario, aprendo le porte del nostro organismo ai numerosi virus e batteri che le causano.

Non è il freddo a farci ammalare, ma, al contrario, sono le troppe ore trascorse in ambienti chiusi a rendere più probabile il contagio. Durante l'inverno passiamo, infatti, la maggior parte del nostro tempo in ambientiriscaldati e spesso poco salubri perché scarsamente arieggiati. In questi luoghi i microrganismi possono facilmente trasmettersi con il semplice contatto.

I virus e i batteri che causano questi disturbi si trasmettono attraverso le goccioline propagate nell'aria da colpi di tosse e starnuti o per contatto diretto.

Malattie e sintomi

Il raffreddore è la più comune infezione delle prime vie respiratorie. Esistono numerosi tipi diversi di virus del raffreddore, raggruppati nella famiglia dei "rhinovirus".

Si tratta di un'infezione molto contagiosa, soprattutto durante i primi giorni. Si trasmette per contatto diretto e con la diffusione nell'aria di particelle microscopiche emesse da starnuti e colpi di tosse. Le porte di ingresso del virus sono la mucosa e la congiuntiva.

I sintomi tipici sono: naso chiuso, starnuti frequenti, malessere generale, a volte tosse, mal di gola, brividi e febbre leggera.

Il raffreddore può durare pochi giorni o anche protrarsi per diverse settimane.

Non esiste un vaccino e neanche una vera e propria cura contro il raffreddore. Alcuni farmaci possono essere utili per alleviarne i sintomi.

Il raffreddore non comporta particolari rischi, ma può favorire qualche complicazione come la laringite, la sinusite e l'otite,in questi casi è consigliabile rivolgersi al proprio medico, che valuterà se prescrivere degli antibiotici.

La faringite (mal di gola)è un'infiammazione acuta della faringe. Può essere causata da virus e da batteri. Nelle forme virali la terapia è composta da farmaci che alleviano i sintomi: gargarismi e sedativi per il mal di gola, antipiretici in caso di febbre.

Nelle forme causate da batteri è necessario ricorrere all'uso di antibiotici.

I sintomi più comuni sono: irritazione della gola, deglutizione dolorosa, sensazione di prurito o nodo alla gola, raucedine, ingrossamento del collo, febbre, dolori muscolari e articolari, mal di testa.

Il decorso della malattia può variare a seconda del tipo di infezione. Di norma i sintomi scompaiono nel giro di 4 o 5 giorni.

La laringite è un'infiammazione della mucosa che riveste la laringe e della parte alta della trachea. Può essere di origine virale o batterica. Spesso si presenta in associazione ad altre malattie da raffreddamento come il raffreddore o l'influenza.

I sintomi sono: secchezza e bruciore della gola, tosse secca, alterazioni della voce che vanno da una lieve raucedine fino alla perdita della voce, a volte una lieve febbre.

Esiste una cura per le laringiti di tipo batterico, ma per quelle causate dai virus non si può far altro che cercare di attenuare i sintomi e far riposare il più possibile la laringe, cercando di parlare il meno possibile.

La bronchite è un processo infiammatorio che interessa la trachea e i bronchi. E' generalmente causata da un virus. Di norma si sviluppa a seguito di un'altra infezione virale come il raffreddore o l'influenza.

Il sintomo principale è la tosse che può essere secca o catarrale. La terapia consiste in farmaci che alleviano i sintomi. In caso di bronchite acuta, il medico può prescrivere gli antibiotici.

L'influenza è provocata da un virus che si diffonde molto facilmente attraverso le vie aeree. Il virus inizialmente infetta le vie respiratorie (faringe, laringe, trachea, bronchi e non i polmoni) dove in 4-6 ore si produce. Dopo questo periodo di incubazione (periodo compreso tra la contrazione virale e la sintomatologia della malattia) inizia a diffondersi. L'infezione comincia quindi a diffondersi con una velocità che dipende dalla quantità di virus infettante e alla capacità di difesa dell'organismo.

I sintomi si manifestano, di norma, in maniera piuttosto brusca: mal di testa, febbre, brividi, dolori muscolari diffusi, malessere generale, tutti accompagnati da sintomi respiratori caratterizzati per lo più da tosse e mal di gola. Tuttavia è possibile non avere sempre l'insieme dei sintomi sopra descritti, tanto che l'influenza può manifestarsi anche in altri modi che vanno da lievi malattie respiratorie senza febbre (simile al raffreddore comune), a esordio sia graduale sia acuto, a stati di grave malessere con scarsi sintomi respiratori.

Nella maggior parte dei casi, è presente febbre da 38°C fino a 41°C, temperatura che sale rapidamente nella prime 24h di malattia e che scende gradualmente nell'arco di 2-3 giorni . Nella maggioranza dei casi l'influenza acuta si risolve in 2-5 giorni e in genere quasi tutti gli ammalati guariscono entro una settimana.

La terapia dell'influenza è sintomatica, cioè mirata soprattutto ad alleviare i sintomi più fastidiosi: mal di testa, dolori muscolari, febbre alta, mal di gola. La cura migliore è il riposo a letto. I medici consigliano di umidificare l'ambiente e bere molta acqua per favorire l'espettorazione e contrastare la disidratazione causata dalla febbre.

Le cure

Le malattie da raffreddamento sono di norma causate da virus. In questi casi l'uso dei medicinali serve ad alleviare i sintomi. Gli antibiotici sono inutili e inattivi contro i virus.

  • in caso di tosse fastidiosa sono disponibili dei sedativi che calmano la tosse eliminando lo stimolo. Sono da usare con cautela perché provocanosonnolenza.
  • il mal di gola può essere calmato con gargarismi, impacchi tiepidi, caramelle e spray disinfettanti.
  • in caso di raffreddore e bronchite possono essere d'aiuto gli aerosol e i suffumigi con acqua bollente, bicarbonato di sodio e foglie di timo.
  • per abbassare la febbre e alleviare i dolori muscolari e articolari che accompagnano, si ricorre all'uso di farmaci antipiretici (che abbassano la febbre) e analgesici (che alleviano i dolori).

È meglio non uscire di casa fino alla scomparsa dei sintomi perché le ricadute possono essere molto più pesanti e portare conseguenze anche gravi.

 

La prevenzione

Durante i mesi invernali il nostro organismo deve difendersi dal freddo e dallo squilibrio portato dagli sbalzi di temperatura tra gli ambienti riscaldati e l'esterno. Questo stress indebolisce il nostro organismo rendendolo più esposto all'attacco dei virus e dei batteri che causano le malattie da raffreddamento.

Il primo consiglio, quindi, è quello di indossare capi in tessuti che possono trattenere il calore del corpo, ma che non trattengono il sudore. L' abbigliamento più giusto è: cotone e seta a diretto contatto con la pelle e lana fuori. Meglio vestirsi "a strati" quando si esce, per non dover soffrire il caldo entrando in un luogo riscaldato.

Per la dieta è meglio privilegiare alimenti ricchi di vitamine soprattutto vitamina C (arance, pompelmi, mandarini, kiwi, broccoli, cavolfiori), minerali e fibre come: carciofi, porri, cipolle, cardi, cavoli, frutta secca, verze, agrumi, broccoli, cavoli, spinaci… Importante è bere molti liquidi (acqua e tisane dolcificate con il miele).

L'integrazione con vitamina A ha dimostrato di esercitare una notevole azione immunostimolante e antinfezioni ed esercita una potente attività contro i virus.

Un'altra strada molto utile è l'uso di integratori alimentari la cui composizione è stata studiata per assicurare un adeguato apporto giornaliero ad esempio di VITAMINA C e ZINCO.

La vitamina C detta anche acido ascorbico, è una sostanza indispensabile per il nostro organismo in quanto riveste ruoli biochimici e fisiologici di notevole importanza tra cui:

  • potenziare le difese organiche fisiologiche dell'organismo;
  • combattere i radicali liberi contrastando i processi di invecchiamento cellulare;
  • favorisce l'assorbimento del ferro.

Lo zinco è un minerale molto importante. Interviene nella replicazione cellulare, nel metabolismo e gioca un ruolo fondamentale a sostegno del sistema immunitario. Può essere di aiuto al potenziamento delle difese immunitarie, soprattutto in condizioni particolari di stress e contro le infezioni.

Umidificare gli ambienti e permettere un frequente ricambio d'aria sono ottime regole per evitare la proliferazione di virus e batteri, l'umidificazione migliora con essenze di timo, verbena, eucalipto.

Durante il sonno vengono liberate potenti sostanze immunostimolanti, dunque non va sottovalutata l'importanza del sonno e del riposo non solo durante un raffreddore o un'influenza, ma in tutto l'inverno.

Vaccinazione antinfluenzale. Il vaccino attualmente in uso in Italiaè costituito da particelle virali appartenenti al virus dell'anno precedente, uccise e altamente purificate, ovvero rese incapaci di proliferare.

La sua azione è quella di stimolare la produzione di quegli anticorpi capaci di contrastare gli attacchi del virus dell'influenza. Nel caso in cui l'influenza si sviluppi ugualmente, la vaccinazione ne diminuisce l'aggressività e la patologia è molto più blanda.

Il vaccino antinfluenzale abbassa la probabilità di contrarre il virus dell'influenza di circa il 70%. Perché sia efficace la vaccinazione deve essere effettuata alla disponibilità del vaccino, con le modalità indicate. Farla troppo tardi o male (senza richiamo quando occorre) ne riduce notevolmente l'efficacia.

Il vaccino deve essere ripetuto ogni anno perché il virus dell'influenza cambia continuamente e inoltre il vaccino deve essere aggiornato.

Tutti possono vaccinarsi contro l'influenza. Tuttavia la vaccinazione antinfluenzale è utile soprattutto per alcune categorie di persone considerate a rischio.

La vaccinazione è raccomandata:

  • agli anziani dopo i 65 anni;
  • alle persone che hanno malattie polmonari croniche (asma, bronchite cronica, enfisema);
  • ai cardiopatici;
  • ai diabetici e ai malati cronici renali;
  • a persone che vivono in comunità (come personale sanitario, insegnanti di scuole materne, anziani residenti in case di riposo);
  • a individui con seria anemia;
  • a persone con sistema immunitario indebolito da farmaci oppure malattie croniche.

 


 

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